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Studio, effetti non positivi ma utilizzate da 80% genitori del mondo

I genitori sono avvertiti: meglio non dare le sculacciate al proprio bimbo, perché sarà più probabile che assuma un atteggiamento di sfida nei loro confronti, che sperimenti comportamenti antisociali, aggressività , problemi di salute mentale e difficoltà cognitive. Il suggerimento arriva da una ricerca statunitense, dell’Università del Texas e di quella del Michigan, pubblicata su Journal of Family Psychology, per la quale sono stati esaminati 50 anni di ricerche sull’argomento, che hanno coinvolto nel complesso 160mila bambini. Dalla ricerca e’ emerso anche che le sculacciate producono l’effetto inverso di quello voluto dai genitori, cioè educare e disciplinare i piccoli. “Abbiamo scoperto che sono associate a risultati negativi involontari e non alla disciplina con la quale i genitori cercano di educare nel breve o nel lungo termine i loro figli” spiega infatti una delle autrici dello studio, Elizabeth Gershoff.



Nonostante non vi sia chiara evidenza degli effetti positivi, però, le sculacciate rimangono ancora molto utilizzate come metodo educativo e secondo un report dell’Unicef del 2014 le utilizzano l’80% delle mamme e dei papà nel mondo, cosa che come evidenziano gli studiosi mette a rischio lo sviluppo e il comportamento dei bambini. “Come società pensiamo a sculacciate e abusi fisici come comportamenti distinti, tuttavia la nostra ricerca dimostra che la sculacciata è collegata agli stessi risultati negativi nei piccoli dell’abuso, solo in misura leggermente inferiore” conclude Gershoff.

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Caffeina contro Viagra? Il confronto non è così campato per aria. Una tazzina di caffè si candida ad essere un ottimo concorrente naturale della nota pillola blu.

Secondo uno studio condotto dall’Università del Texas e pubblicata sulla rivista Plos One  chi consuma tra 85mg e 170 mg, più o meno l’equivalente di una-due tazzine al giorno, ha il 42 per cento in meno possibilità di andare incontro a disfunzione erettile rispetto a chi non ne assume per nulla. L’effetto, però, tende a diminuire all’aumentare della dose, infatti, chi assume tra 171 e 303mg di caffeina ha il 39 per cento in meno di probabilità di incappare nell’imbarazzante patologia.

“Abbiamo visto una riduzione della prevalenza di disfunzione erettile negli uomini obesi , in sovrappeso o ipertesi, ma ciò non e’ accaduto in chi invece era affetto da diabete. Il diabete è uno dei più forti fattori di rischio per la disfunzione erettile , quindi questo non è sorprendente ” , spiega il dottor David S. Lopez , autore dello studio.