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Procedura ‘semplificata’ con mail; Garante,ok dati scuole ad asl

Per iscrivere i bambini a nidi e scuole dell’infanzia, solo per l’anno scolastico ormai alle porte, basterà anche presentare un’autocertificazione in cui si dichiara di aver richiesto alla Asl le vaccinazioni obbligatorie non ancora somministrate. Diventano dunque più facili gli adempimenti per l’iscrizione: in alternativa alla copia della formale richiesta di vaccinazione, infatti, sarà anche sufficiente presentare, ma solo per l’anno 2017-18, una mail o una raccomandata inviata alla asl.
Le misure per agevolare scuole e famiglie, a fronte del nuovo obbligo vaccinale che scatta da settembre, sono contenute nella circolare messa a punto dai ministeri della Salute e dell’ Istruzione, che chiarisce le disposizioni per l’anno scolastico in partenza. Da presentare dunque – entro l’11 settembre per nidi e materne ed entro il 31 ottobre per gli altri gradi di scuola – sono la documentazione comprovante le vaccinazioni effettuate o quella che attesta i requisiti per l’omissione. In alternativa, è però possibile presentare appunto l’autocertificazione, con l’impegno a presentare la documentazione ufficiale entro il 10 marzo. Una misura, quella dell’autocertificazione, già prevista nella versione finale del decreto varata dal Senato lo scorso luglio. Da oggi, inoltre, gli istituti scolastici e i servizi educativi per l’infanzia potranno trasmettere gli elenchi degli iscritti alle Asl per consentire la verifica della regolarità vaccinale. La decisione arriva dal Garante per la privacy, che ha adottato un provvedimento urgente per consentire un trattamento dei dati non previsto dalla normativa sui vaccini se non prima del 2019.
L’obiettivo è sempre quello di semplificare le procedure anche se, come ha sottolineato l’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera, la decisione del Garante non ‘sgrava’ scuole e famiglie poichè manca l’autorizzazione al flusso inverso, ovvero l’invio da parte delle Asl alle scuole dei nominativi dei soggetti inadempienti, passaggio previsto dal 2019. Eccezione è la Calabria, dove invece si è deciso lo stop ai certificati vaccinali poichè le scuole acquisiranno le certificazioni direttamente attraverso le Aziende sanitarie provinciali, secondo quanto stabilito in un protocollo d’intesa sottoscritto dalla Regione e dall’Ufficio scolastico regionale.
Il conto alla rovescia per mettersi in regola con le 10 vaccinazioni rese obbligatorie continua però a provocare tensioni: a Palermo, ad esempio, un gruppo di genitori ha minacciato i medici pretendendo la somministrazione dei vaccini ai propri figli fuori orario, ed i sanitari sono stati costretti a barricarsi negli uffici del centro vaccinale. Quanto alla proroga delle scadenze decisa dalla Regione Lombardia, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha rilevato come sia “molto rischioso dare deroghe o proroghe, perchè così si lascia aperta un’area di rischio che colpisce i più deboli”. Dal ministro, inoltre, un rinnovato invito a vaccinare i bambini contro il morbillo: “L’epidemia sta continuando, nonostante ad agosto ci sia un calo fisiologico dei casi per la chiusura delle scuole, e siamo preoccupati in vista della riapertura dell’anno scolastico”, ha affermato, ricordando che al 31 luglio, si registrano in Italia “3.672 casi, ma i casi reali sono più del doppio”.

Fonte:www.ansa.it

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Per consentire la verifica della regolarità vaccinale

Da oggi gli istituti scolastici e i servizi educativi per l’infanzia potranno trasmettere gli elenchi degli iscritti alle Asl per consentire la verifica della regolarità vaccinale.
Questa la decisione del Garante che ha adottato un provvedimento urgente per consentire un trattamento dei dati non previsto dalla normativa sui vaccini se non prima del 2019. “Abbiamo ritenuto ora necessario intervenire, nei limiti che ci sono consentiti dalla legge, per semplificare la vita alle famiglie e consentire un più celere flusso di dati”, dice il Presidente Antonello Soro.
”Tale decisione – continua l’autorità – risponde alla richiesta dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana e di numerose altre amministrazioni su scala nazionale che hanno manifestato l’intenzione di effettuare uno scambio automatico di dati sulla regolarità vaccinale – anche in assenza di una specifica norma che lo consentisse – al fine di favorire il rispetto degli obblighi vaccinali nei termini previsti dalla legge. In considerazione dell’esigenza segnalata e dell’imminente avvio dell’anno scolastico, il Garante ha adottato con procedura urgente un procedimento a valenza generale che autorizza una comunicazione di dati personali non sensibili dalle scuole alle autorità sanitarie. In particolare, alla luce delle finalità istituzionali perseguite e delle difficoltà operative evidenziate: Le scuole – sia quelli pubbliche, sia quelle private – e i servizi educativi per l’infanzia possono trasmettere l’elenco degli iscritti alle aziende sanitarie territorialmente competenti. Tali elenchi potranno essere usati per l’attività di verifica delle singole posizioni e per l’avvio delle procedure previste (ad esempio la convocazione dei genitori), nonché per la pianificazione delle attività necessarie a mettere a disposizione dei genitori la documentazione prevista dal decreto. Il Garante ricorda che le aziende sanitarie, di propria iniziativa, al fine di semplificare le procedure, possono già inviare alle famiglie i certificati o altre attestazioni vaccinali per consegnarli alle scuole, senza dover aspettare che siano i genitori stessi a richiederli, nonché inviare altre comunicazioni relative agli obblighi vaccinali, anche a seguito di accordi con gli istituti scolastici. Nella giornata di ieri, sono giunte richieste da parte di alcune regioni che vorrebbero poter comunicare direttamente alle scuole, anche tramite le aziende sanitarie, i dati sulle vaccinazioni effettuate dagli alunni. Al riguardo, si ricorda che se il trattamento di dati sensibili non è espressamente previsto da una disposizione di legge i soggetti pubblici possono richiedere al Garante di esprimersi in tal senso solo dopo aver adottato una norma regolamentare – con parere conforme dell’Autorità – che specifichi i tipi di dati e di operazioni identificati e resi pubblici a cura dei soggetti che ne effettuano il trattamento, in relazione alle specifiche finalità perseguite nei singoli casi e nel rispetto dei principi indicati del Codice della privacy.
“Sin dall’inizio della vicenda il Garante della privacy ha offerto la massima collaborazione ai Ministeri competenti e a tutte le altre amministrazione coinvolte.” – afferma il Presidente Antonello Soro – “Per aiutare ulteriormente famiglie, scuole e regioni, abbiamo ritenuto ora necessario intervenire, nei limiti che ci sono consentiti dalla legge, per semplificare la vita alle famiglie e consentire un più celere flusso di dati. Ci auguriamo che questo provvedimento ristabilisca chiarezza e limiti i possibili rischi legati a uno scambio dati effettuato in assenza di una regolamentazione omogenea su tutto il territorio”. “Con il nostro provvedimento è ora consentita la trasmissione dei registri degli iscritti dalle scuole alle Asl. Al momento, invece, manca un’adeguata base regolamentare che consenta il flusso inverso, ovvero la trasmissione di dati sensibili dalle Asl alle scuole. Resta naturalmente ferma la nostra disponibilità a esaminare ogni soluzione normativa che possa eventualmente introdurre ulteriori semplificazioni”.

Fonte:www.ansa.it

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Da Regioni e Asl lettere alle famiglie per evitare disagi e code

Conto alla rovescia per l’inizio delle scuole con la corsa, quest’anno, alla messa in regola dei certificati anche per le vaccinazioni, con procedure che alcune regioni ‘virtuose’ hanno gia’ semplificato, o quanto meno codificato. Il 10 settembre infatti scade il termine per la presentazione della certificazioni a scuola sulle vaccinazioni, dopo l’entrata in vigore delle nuove norme approvate a luglio. L’Anci, l’associazione dei Comuni, ha prodotto uno schema di protocollo che impegna ministeri della Salute e dell’Istruzione, conferenza delle Regioni e associazione dei Comuni a una collaborazione efficace per la produzione dei certificati necessari per iscrivere i bambini a scuola. Questo il quadro di quanto e’ stato disposto in alcune regioni fino ad ora.
ALTO ADIGE – Prevista una “liberatoria” transitoria: a partire da fine agosto i genitori con bambini e ragazzi di età compresa fra 0 e 16 anni riceveranno una lettera da parte dell’Azienda sanitaria, con l’elenco delle vaccinazioni mancanti o la conferma di quelle già eseguite. Con le disposizioni transitorie per l’anno 2017-18 tutti i bambini hanno diritto di frequenza sia per i servizi educativi per l’infanzia che per le scuole. Nell’anno scolastico 2017-18 si applicheranno le disposizioni transitorie. Questo significa che l’anno scolastico 2017/18 inizierà senza restrizioni per tutti i bambini.
TRENTINO – Introdotte nuove procedure informatiche: si accede con tessera sanitaria al sito ‘FastTreC’ , cliccando poi su ‘scarica attestato certificazione vaccinale’, oppure al sito ‘TreC’ attraverso un lettore di smart card, scaricando poi l’attestato vaccinale dalla lista dei referti. Infine ci si può rivolgere direttamente ai Servizi vaccinali dell’Azienda sanitaria, oppure al numero verde ProntoSanità – Vaccinazioni 848 806806.
LIGURIA – Entro il 10 settembre circa 55mila lettere saranno recapitate dalle Asl alle famiglie con figli fino a 6 anni per attestare lo “stato di adempienza vaccinale”. Per le famiglie i cui figli non abbiano completato i cicli vaccinali (il 10% del totale), sarà proposto un appuntamento presso il centro vaccinale di riferimento.
LOMBARDIA – Sui siti di Regione, Ats e Asst sono online le indicazioni per la documentazione necessaria per l’iscrizione a nidi, materne e scuole dell’obbligo, e per mettersi in regola, compresa la possibilità di scaricare il modello per l’autocertificazione e la tabella per controllare se si è in linea con l’adempimento all’obbligo vaccinale. A Milano è possibile richiedere il certificato vaccinale via mail.
EMILIA ROMAGNA – Anche in questo caso la Regione ha disposto che la documentazione sullo stato vaccinale sia inviata direttamente dalle Asl alle famiglie; laddove lo stato vaccinale non sia regolare rispetto all’età, le famiglie riceveranno gli appuntamenti per le vaccinazioni. I documenti ricevuti dalla propria Asl saranno poi consegnati dalle famiglie alle scuole, evitando quindi la presentazione di autocertificazioni e di successive certificazioni. Le famiglie che non dovessero ricevere la comunicazione Asl potranno comunque avvalersi della possibilità di presentare l’autocertificazione.
TOSCANA – Le scuole trasmettono gli elenchi degli iscritti alle Asl, che verificheranno la situazione vaccinale di ogni bambino e si attiveranno con i familiari per l’eventuale regolarizzazione. Nelle more degli accertamenti la ”frequenza di tutti gli iscritti prosegue secondo le consuete modalità”.
UMBRIA – Le Usl invieranno a casa delle famiglie con figli fino a 16 anni i certificati che attestano lo ‘stato di adempienza vaccinale’ rispetto agli obblighi previsti dalle nuove norme. Saranno inviate 120 mila lettere. Entro il 10 settembre saranno spediti i certificati che attestano la regolarità delle vaccinazioni dei bambini fino a 6 anni, mentre entro il 31 ottobre verranno inviati ai ragazzi fino a 16 anni.

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Azienda, grave violazione, provvedimenti a carico conducente

“Vaccinati sto c…..” è la scritta apparsa sul display di un bus di Roma dell’Atac, la municipalizzata dei trasporti capitolini che informa di aver “immediatamente avviato tutti gli accertamenti utili ad individuare le responsabilità e conseguenze derivanti dall’uso improprio del display”. La foto della scritta in questione è stata pubblicata su Fb.
Il bus di linea in questione, spiega l’azienda, “stamattina è stato tabellato con una scritta contro le vaccinazioni Al termine dei necessari approfondimenti, l’azienda prenderà ogni provvedimento non solo a carico del conducente, ma anche di eventuali altri responsabili, che col proprio comportamento avessero favorito, in qualsiasi modo, la grave ed inaccettabile violazione dei regolamenti aziendali e conseguente danno all’immagine della società”.

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Lorenzin, nessuna correlazione con malattie bambini

La Cassazione ha bocciato la richiesta di indennizzo avanzata da un padre che asseriva che il figlio avesse contratto l’autismo a seguito del vaccino antipolio Sabin. La Suprema Corte ha confermato in questo modo le conclusioni del tribunale e della Corte d’Appello di Salerno, che a seguito di una perizia tecnica avevano a loro volta respinto la richiesta escludendo il nesso di causalità tra la vaccinazione subita e la malattia.
L’uomo chiedeva, come tutore, l’indennizzo al ministero della Salute e alla Regione Campania ai sensi della legge 210 del 1992 sui vaccini, ritenendo che il bambino fosse affetto da encefalopatia immunomediata ad insorgenza post vaccinica con sindrome autistica a causa della terapia vaccinale a lui somministrata. Il perito nominato dalla Corte d’Appello di Salerno aveva concluso di trovarsi in presenza di una patologia di cui “non è tuttora ipotizzabile una correlazione con alcuna causa nota in termini statisticamente accettabili e probanti” e che “non sussistono ad oggi studi epidemilogici definitivi”. Su tale conclusione i giudici di appello avevano fondato la loro decisione. E la Cassazione (sentenza n. 18358) ha ritenuto che nel ricorso non vi fossero elementi decisivi per confutare tale soluzione e che la scienza medica citata dal ricorrente “non consente allo stato di ritenere superata la soglia della mera possibilità teorica della sussistenza di un nesso di causalità”.

Lorenzin, nessuna correlazione con malattie bambini

“E’ importante riconoscere, a prescindere dalle appartenenze politiche, che non esiste alcuna correlazione tra i vaccini e le malattie dello sviluppo. Le forze politiche tutte hanno la grande occasione di rassicurare la popolazione e smentire definitivamente le false notizie, le bufale che hanno alimentato paure ingiustificate e contribuito a far precipitare le coperture vaccinali”. Lo afferma il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a proposito della sentenza della Cassazione.
“Direttamente o indirettamente – afferma Lorenzin – la tesi principale dei no vax è quella di paventare un presunto collegamento tra le vaccinazioni e l’insorgenza di malattie come l’autismo, giocando sulla paura delle madri e delle famiglie. Questa tesi è stata smentita in questi anni prima di tutto dalla comunità scientifica mondiale e adesso anche dal diritto e dalla giustizia grazie alla sentenza della Corte di Cassazione”. “Rivendichiamo – sottolinea il ministro – la bontà del decreto vaccini, ora all’esame della Camera, per innalzare velocemente l’immunizzazione di massa in Italia, calata in modo preoccupante soprattutto a causa del dilagare di queste tesi anti scientifiche. Ecco perché è importante riconoscere, a prescindere dalle appartenenze politiche, che non esiste nessuna correlazione tra i vaccini e le malattie dello sviluppo”. Le forze politiche tutte, prosegue, “hanno la grande occasione di rassicurare la popolazione e smentire definitivamente le false notizie. Con la forza della ragione e della scienza dobbiamo voltare pagina e lavorare insieme per tutelare la salute dei nostri concittadini”.

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Concluso l’esame degli emendamenti al decreto vaccini, l’Aula del Senato tornerà a riunirsi domani per il voto conclusivo del provvedimento

Con 198 sì e 48 no l’Aula del Senato ha approvato l’emendamento al decreto vaccini che prevede la possibilità di prenotarli nelle farmacie. A presentarlo, nella sua prima versione che prevedeva la somministrazione dei vaccini nelle farmacie con personale medico e infermieristico, era stato il senatore di FI Andrea Mandelli, che è anche presidente dell’ Ordine dei farmacisti. Poi, anche in seguito a problemi di copertura che ne erano nati, era stato fatto proprio e riformulato dalla relatrice Patrizia Manassero (PD) che prevede solo la possibilità di prenotarli in farmacia.
L’emendamento Mandelli-Manassero approvato dall’Aula del Senato prevede: “In via sperimentale e al fine di agevolare gli adempimenti vaccinali relativi all’anno scolastico 2017/2018 la prenotazione delle vaccinazioni di cui all’articolo 1, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, può avvenire presso le farmacie convenzionate aperte al pubblico attraverso il Centro Unificato di Prenotazione (Sistema CUP)”.
Concluso l’esame degli emendamenti al decreto vaccini, l’Aula del Senato tornerà a riunirsi domani alle 9. L’Assemblea ha infatti accolto la richiesta del vicepresidente di Palazzo Madama Roberto Calderoli di rinviare a domani le dichiarazioni di voto e il voto conclusivo del provvedimento. E si comincerà mezz’ora prima del previsto per consentire ai parlamentari di seguire la cerimonia del Ventaglio prevista per domani alle 11.30.

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Oms,10% bimbi non vaccinato in 2016;domani riprende esame Senato

Il provvedimento che introduce l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola “sta perdendo pezzi” e, alla fine, “sta vincendo chi urla più forte”. In una lettera inviata oggi al presidente del Senato Pietro Grasso – alla vigilia della ripresa dell’esame del testo a Palazzo Madama, in programma per domani – Corinna Verniani, mamma di una bimba che non può essere vaccinata perché affetta da una malattia, richiama l’attenzione sull’importanza delle vaccinazioni e la lettera è stata già sottoscritta da migliaia di genitori ‘pro vax’.
Lo scorso anno, la donna denunciò che la figlia non poteva essere vaccinata, ma nella di prima elementare che frequentava ben 8 bambini su 19 non avevano fatto il richiamo contro morbillo, parotite e rosolia ed i medici le consigliarono quindi di allontanare la piccola dalla classe. Oggi, Corinna Verniani denuncia come il ddl che mira a garantire la “sicurezza” di tutti i piccoli sia a rischio: “Ogni giorno il ddl viene esautorato un po’, per compiacere una forma di comunicazione che non dovrebbe dettar legge; chi urla più forte oggi pare averla vinta”, scrive, ed in poche ore dopo la diffusione su Facebook, come segnala il sito IoVaccino, già 2500 persone avevano sottoscritto l’appello, compresi scienziati come l’epidemiologo Pierluigi Lopalco e il virologo Roberto Burioni. Infatti, incalza, “non consentiamo ad insegnanti e medici di dare il buon esempio, alleggeriamo le sanzioni fin quando al massimo non daremo un simpatico buffetto a chi non vaccina i propri figli senza motivo valido. Noi non siamo necessariamente per il rigore, ma i tentennamenti non sono ammessi, qualsiasi strada si scelga di intraprendere”. Sul decreto, avverte, “si sta tirando il freno a mano”. Ed in risposta ad un recente studio dei ricercatori Antonietta Gatti e Stefano Montanari, i quali hanno sostenuto la presenza di sostanze tossiche nei vaccini, interviene il direttore della divisione di Microbiologia e Immunologia allo Yerkes National Primate Research Center della Emory University di Atlanta, Guido Silvestri: “Le preparazioni vaccinali sono purissime”, afferma, definendo lo studio “di qualità scientifica pessima”. Sullo sfondo, i dati allarmanti pubblicati oggi da Oms e Unicef: nel mondo il tasso di vaccinazioni tra i bambini è in stallo dal 2010 e anche nel 2016 uno su 10, cioè 12,9 milioni di neonati, non ha ricevuto neppure le immunizzazioni di base, ricordano come i vaccini salvino ogni anno 2-3 milioni di vite. Ma anche in Europa “circa 650.000 bambini che nascono ogni anno non ricevono la serie completa delle tre dosi di vaccino contro difterite, tetano e pertosse nel primo anno”, sottolinea Flavia Bustreo, Vicedirettore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

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Il vero e il falso in 10 punti, dalla sicurezza al piano nazionale

Non è vero che con il nuovo decreto aumentano i vaccini da fare ai bimbi, non c’è nessun legame tra autismo e vaccinazioni e queste non portano a malattie autoimmuni. A fare chiarezza nei falsi miti riportati alla ribalta dalla discussione in Parlamento è un ‘decalogo’ pubblicato online dall’Istituto Superiore di Sanità, che smentisce bufale ‘storiche’ e altre riferite proprio alla legge in via di approvazione.
È falso, afferma al primo punto il documento, che i vaccini possono indebolire il sistema immunitario e portare alla comparsa di malattie autoimmuni. “La nostra capacità di rispondere agli antigeni – spiegano gli esperti dell’Iss – si sviluppa prima ancora della nascita e il sistema immunitario di un neonato è perfettamente capace di rispondere ogni giorno a migliaia di antigeni, molti di più di quelli contenuti nei vaccini”. Fra gli altri falsi miti c’è quello che i vaccini contengono sostanze tossiche e pericolose come mercurio, formaldeide, alluminio, che in realtà quando sono presenti sono in quantità minime e non pericolose.
Non è vero inoltre che le immunizzazioni sono legate all’autismo, che esistono degli esami in grado di predire eventuali effetti collaterali, e viene smentita anche l’affermazione, molto cara ai ‘no vax’ che parlano di bambini usati come cavia, che il decreto aumenta il numero di vaccinazioni. “Il decreto – scrive l’Iss – non modifica il calendario vaccinale, le immunizzazioni e la scansione temporale restano le stesse. I genitori che negli anni passati hanno fatto fare ai figli sia quelle obbligatorie che le raccomandate al momento del loro ingresso a scuola li avevano protetti dalle 10 malattie previste dalla legge in discussione, e in alcune Regioni anche da altre, ad esempio lo pneumococco”.
La seconda parte del documento ribadisce invece alcune verità sui vaccini messe in discussione dai detrattori. “E’ vero – si legge ad esempio – che l’attuale riduzione delle coperture vaccinali ha provocato la recrudescenza di alcune malattie come il morbillo, e potrebbe portare al ritorno di patologie ormai assenti dal nostro paese, come la polio o la difterite, ma non ancora debellate dal resto del mondo”.
Il morbillo, sottolinea il documento, può essere causa di gravi complicanze e danneggiare temporaneamente le difese immunitarie. L’Italia è uno dei 14 Paesi dove il morbillo è ancora endemico ed è nella “top ten” dei paesi che hanno segnalato più casi a livello mondiale da Novembre 2016 ad Aprile 2017. Altre verità scientifiche ribadite dagli esperti dell’Istituto diretto da Walter Ricciardi riguardano la sicurezza delle immunizzazioni.
“La sicurezza dei vaccini è documentata da milioni di dosi somministrate, dalla costante attività di sorveglianza dei possibili eventi avversi e dagli studi di sicurezza che vengono effettuati sia prima dell’autorizzazione che dopo l’immissione in commercio di ogni vaccino – ricorda il testo – La malattia impegna il sistema immunitario molto di più della corrispondente vaccinazione. Inoltre nella composizione dei vaccini attuali gli antigeni presenti sono molti meno rispetto a quelli che venivano somministrati trenta anni fa”.

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Notificato appello, Zaia, ‘no a metodi coercitivi’

La Regione Veneto ha notificato il ricorso alla Corte Costituzionale contro il decreto legge 73 del 2017 sulle vaccinazioni obbligatorie. “Quello che rifiutiamo – commenta il presidente Luca Zaia – è un intervento statale che impone un obbligo collettivo di ben dodici vaccinazioni, una coercizione attuata per di più con decreto d’urgenza, senza precedenti storici a livello internazionale, nemmeno in periodi bellici, che rendere l’Italia il Paese con il maggior numero di vaccinazioni obbligatorie in Europa”.

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Via libera dalla Commissione Igiene e Sanita’ del Senato al decreto vaccini, su cui il Governo ha posto la fiducia. Oggi l’approdo in Aula a Palazzo Madama. Durante la seduta notturna la Commissione ha approvato, tra gli altri, l’emendamento che prevede l’istituzione dell’Anagrafe Vaccinale Nazionale, che registrera’ la situazione vaccinale degli italiani, e un emendamento che prevede vaccinazioni anche per operatori sanitari, sociosanitari e scolastici. Su quest’ultimo si attende, pero’, il parere della Commissione Bilancio che arrivera’ oggi prima dell’approdo in Aula. Sono queste le novita’ principali del testo che prevede l’obbligatorieta’ delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola.
Tra le modifiche apportate dal passaggio in Commissione a Palazzo Madama, la principale riguarda la riduzione delle vaccinazioni obbligatorie, passate da 12 a 10, ovvero: polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse, emofilo di tipo B, morbillo, parotite, rosolia e varicella. A queste, poi, se ne aggiungono altre 4 “consigliate” attivamente dalle Asl: anti-meningococco B e C, anti-pneumococco e anti-rotavirus.
Diminuite, inoltre, le sanzioni ai genitori che non vaccinano e tolto il riferimento al rischio della perdita di patria potesta’. Tra gli emendamenti approvati nei giorni scorsi, uno prevede la possibilità, per i medici, di somministrare i vaccini in farmacia.