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Sono stati interrotti i test condotti in 10 ospedali olandesi con i quali era stato sperimentato l’uso del Viagra durante la gravidanza. Si pensava che il farmaco, nato contro le disfunzioni erettili dell’uomo, potesse favorire la crescita dei feti migliorando l’irrorazione del sangue verso la placenta.
La ricerca, condotta su 93 donne alle prese con gravidanze problematiche, ha registrato la morte prematura di 11 bambini.

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Creare una squadra di farmacisti ospedalieri esperti di furti in ospedale, medicinali contraffatti e delle altre tipologie di crimini farmaceutici. Un gruppo di esperti che possa fare rete, monitorare con attenzione tutte le fasi di approvvigionamento dei farmaci e lavorare per prevenire il fenomeno.

E’ questa l’idea di della SIFO,  la Società italiana dei farmacisti ospedalieri e dei Servizi farmaceutici territoriali, da tempo attenta al problema della sicurezza degli ospedali e dei farmaci.

Il compito della squadra di farmacisti sarà anche quello di fare da ‘antenne’ sul territorio, per raccogliere informazioni relative a casi sospetti, sensibilizzare sul fenomeno e fare poi da “cerniera”, trasmettendo le segnalazioni in tempo reale a chi se ne occupa a livello centrale.

Dopo il progetto Padlock, con cui sono state esaminate le ‘difese’ degli ospedali italiani suggerendo come fare per incrementarle, ora SIFO rinnova l’alleanza con AIFA, l’Agenzia italiana del farmaco, per prevenire i crimini farmaceutici.

“L’idea è maturata” spiega la Sifo “nell’ambito di una collaborazione che prosegue da anni, su questo tema, tra SIFO e AIFA. La novità è quella di investire in formazione: se n’è parlato ieri a Catania, nella giornata conclusiva del congresso nazionale SIFO, durante la sessione plenaria dedicata a qualità dei prodotti e contraffazione, moderata da Maria Grazia Cattaneo, vicepresidente SIFO. Relatore Domenico Di Giorgio, direttore dell’ufficio Qualtà dei prodotti e contraffazione di AIFA”.

“Credo che il farmacista possa costituire parte attiva nella lotta ai furti e alla contraffazione sia attraverso la sorveglianza dei prodotti e delle fonti di approvvigionamento sia attraverso il monitoraggio continuo del percorso delle terapie e dei dispositivi medici”, afferma la vicepresidente di SIFO, Maria Grazia Cattaneo. “In tutto ciò è determinante che i farmacisti consolidino le conoscenze necessarie e SIFO si spenderà perché sia promossa una formazione specifica tra i propri soci”.

C’è anche un altro aspetto importante, che Cattaneo tiene a sottolineare ed è quello dell’informazione. Su questo, il farmacista può fare un lavoro importante, in primis “dentro le strutture sanitarie, creando una rete interna di conoscenza del fenomeno e di prevenzione, attraverso la condivisione con gli altri operatori sanitari, farmacista può essere un tramite importante nell’informazione ai cittadini, validata nei contenuti e negli strumenti di comunicazione”.

“Attraverso la collaborazione con SIFO, è possibile formare un certo numero di esperti di livello più alto che possano essere il riferimento immediato sul territorio per chi ha dei dubbi, è sicuramente una strategia funzionante”, afferma Di Giorgio, ricordando che Aifa ha già lavorato in modo analogo con le Dogane e i Nas,. “Il ruolo del farmacista ospedaliero è cruciale”, – sostiene Di Giorgio – “Noi, dal centro, abbiamo una visione molto ampia su quelli che sono i fenomeni e su quelli che diventeranno. Però per certe derivazioni già presenti sul territorio, chi lavora in un ospedale o in una farmacia può avere la visione dei singoli casi che sono pezzetti di un puzzle più grosso. Se portati tempestivamente al centro, possono permettere un’azione di contrasto efficace”.

Nell’incontro di ieri è stata ricordata la grande efficacia della piattaforma web “Fakeshare”, avviata da AIFA nel corso del 2013, in cui tutti gli operatori sanitari possono trovare informazioni relative alle segnalazioni di furti di medicinali.

Da Catania, il direttore dell’ufficio Qualità dei prodotti e contraffazione di AIFA lancia anche un importante monito: occorre essere sempre più attenti al fenomeno dei farmaci contraffatti, perchè se fino ad oggi in Italia i medicinali contraffatti erano soprattutto quelli che i pazienti volevano ottenere aggirando il problema delle prescrizioni del medico (Viagra, steroidi o dimagranti), adesso nelle mire dei contraffattori rischiano di finire anche i farmaci salvavita, di costo elevato, e questo per via di un problema di accesso.

“Oggi, con questi farmaci ad alto costo, ci troviamo per la prima volta in Italia con un problema reale di accesso al farmaco. E l’accesso è uno stimolo per i contraffattori, che si attivano dove c’è una domanda. Anche se non abbiamo ancora intercettato materialmente farmaci falsificati- spiega ancora Di Giorgio- stiamo monitorando da mesi sul web la crescita di offerte sospette su queste tipologie di prodotti, perchè una volta che c’è una domanda si cominciano a generare le finestre per fare le infiltrazioni. Stiamo lavorando insieme al Nas e al Ministero della Salute per prevenire il fenomeno: sapevamo cosa aspettarci, sta succedendo e stiamo lavorando per prevenirlo”,

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 “I farmaci contro la disfunzione erettile acquistati sul mercato clandestino non hanno effetti, perché spesso non contengono neanche una percentuale minima del principio attivo e portano effetti collaterali non controllati”. Questo l’allarme lanciato da Paolo Verze, responsabile scientifico del Simposio “Keeping men healthy”, che si è svolto a Napoli la settimana scorsa.

Verze ha commentato i dati forniti dall’AIFA che vedono un preoccupante aumento, in Italia, del mercato dei farmaci illegali venduti in rete. In testa, le cosiddette “pillole dell’amore” contro la disfunzione erettile, Cialis, Viagra ai primi posti, seguiti da oscuri preparati di origine asiatica e statunitense.

“Nel mercato della terapia erettile – spiega Verze – c’è sempre stato il problema dell’autoprescrizione, anche perché molti uomini vivono in modo ludico questi prodotti. A questo si è aggiunto un mercato illegale di contrabbando, come testimoniano i dati di molte polizie europee che spiegano come il traffico clandestino che prima era solo di sostanze stupefacenti o sigarette è stato in buona parte sostituito da quello dei farmaci per la disfunzione erettile”.

Il pericolo riguarda anche altri farmaci da banco e di più facile reperibilità, come alcuni antibiotici in composizione con l’acido clavulanico, che spesso vengono visti come soluzione “legale” e “anonima” alle “pillole dell’amore”.

 “Chi acquista questi farmaci – conclude Verze – lo fa per un risparmio economico e per by-passare l’acquisto in farmacia che crea un imbarazzo o addirittura un blocco psicologico per l’uomo. Ma acquistarli al mercato nero o online è un rischio molto forte”.

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Caffeina contro Viagra? Il confronto non è così campato per aria. Una tazzina di caffè si candida ad essere un ottimo concorrente naturale della nota pillola blu.

Secondo uno studio condotto dall’Università del Texas e pubblicata sulla rivista Plos One  chi consuma tra 85mg e 170 mg, più o meno l’equivalente di una-due tazzine al giorno, ha il 42 per cento in meno possibilità di andare incontro a disfunzione erettile rispetto a chi non ne assume per nulla. L’effetto, però, tende a diminuire all’aumentare della dose, infatti, chi assume tra 171 e 303mg di caffeina ha il 39 per cento in meno di probabilità di incappare nell’imbarazzante patologia.

“Abbiamo visto una riduzione della prevalenza di disfunzione erettile negli uomini obesi , in sovrappeso o ipertesi, ma ciò non e’ accaduto in chi invece era affetto da diabete. Il diabete è uno dei più forti fattori di rischio per la disfunzione erettile , quindi questo non è sorprendente ” , spiega il dottor David S. Lopez , autore dello studio.