fbpx

TAGLI ALLA SANITA’ TROVATO L’ACCORDO STATO-REGIONI

In arrivo l’ennesima ondata di tagli alla sanità. La sforbiciata prevista quest’anno sarà di 2,35 miliardi di euro.

Da mesi oramai la riforma del Sistema sanitario nazionale è al centro del dibattito e l’accordo raggiunto in questi giorni rappresenta un compromesso tra le richieste dei medici e le necessità imposte dalla spending review.

“L’accordo ci permetterà di compensare il mancato incremento sul fondo senza stravolgere l’impianto del patto della salute” ha dichiarato il Ministro Beatrice Lorenzin, “L’impianto dell’intesa è importante perché non consentirà uno stravolgimento delle leve, che andranno ad operare, a differenza del passato, quando si attuavano tagli lineari”. In base all’intesa siglata dalle regioni “da ora in poi si lavorerà sulla produttività – ha riferito ancora il ministro – e questo è un inizio molto importante. Tuttavia sono anche convinta che il patto vada aggiornato, verificando anche la sua piena attuazione. Avremo anche l’occasione di implementare i vari tavoli di lavoro aperti, compreso quello sulla spesa farmaceutica, sul quale ci sono meccanismi che possiamo rivedere e aggiornare dopo tanti anni al fine di rendere più fluido ed efficiente il sistema”

Tra le proposte di emendamento da parte delle Regioni, ha ricordato ancora Lorenzin, “ne è stata accolta una che prevede di rivedere l’aggiornamento del Patto e su questo aspetto specifico verrà attivato un tavolo di verifica e monitoraggio che per me va benissimo”. Per quanto riguarda infine il Fondo Innovativi «abbiamo rinviato a settembre la definizione del tetto di spesa territoriale per verificare se si può riassorbire in qualche modo”.

Unico no dal Veneto, di conseguenza il documento è stato approvato senza il voto della Regione governata da Luca Zaia, che ha espresso parere contrario a questi nuovi tagli alla sanità ma ha consentito di far approvare il documento. “Il Veneto è uscito – ha spiegato il ministro – ma ci ha permesso in questo modo di chiudere, quindi lo ringrazio”.

“Come regione Veneto abbiamo espresso il nostro no sia in Conferenza delle Regioni sia in Conferenza Salute. E anche oggi abbiamo formalizzato il nostro no”. Ha dichiarato l’assessore alla Sanità della regione Veneto Luca Coletto