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TAR DEL LAZIO, VIA LIBERA A PUBBLICITÀ SANITARIA PROMOZIONALE E COMPARATIVA

ROMA – Cade l’ennesima limitazione imposta alla pubblicità sanitaria. Con una sentenza, i giudici del Tar del Lazio “hanno ritenuto, identicamente a quanto affermato dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), nel provvedimento 4 settembre 2014, che il Codice di deontologia medica abbia illegittimamente introdotto dei limiti alla pubblicità sanitaria non compatibili con il quadro normativo attuale. Mentre il settore deve solo rispondere ai criteri di correttezza, non ingannevolezza e trasparenza. Via libera dunque alla pubblicità comparativa e promozionale”.
Promotori degli esposti nei confronti della Fnomceo, la Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, alcuni grandi centri odontoiatrici specializzati sostenuti dall’avvocato Silvia Stefanelli.
Il Tar del Lazio “ha stabilito – precisa l’avvocato Stefanelli – che il Codice deontologico dei medici, sia il testo del 2007 che la nuova formulazione del 2014, fosse eccessivamente restrittivo anche rispetto ai limiti imposti dal decreto Bersani”. Dunque secondo il legale, “il professionista può promuovere il proprio lavoro, le aziende di dispositivi che con cui lavora e le tariffe che offre ai pazienti in un ottica di libero mercato. Ma si deve attenere, ha ribadito il Tar, ai criteri di correttezza, non ingannevolezza e trasparenza”. L’avvocato Stefanelli ha rappresentato sei posizioni tra i cui i gruppi OdontoSalute e DentalPro. “Ma erano rappresentati da altri colleghi – sostiene – anche Vitaldent e Groupon. Vedremo ora se la Fnomceo – conclude Stefanelli – deciderà di impugnare oppure se la sentenza diverrà definitiva con obbligo di cambiare di nuovo il Codice allargando le maglie della pubblicità”.

2 Aprile 2015