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TERAPIA DEL DOLORE QUESTA SCONOSCIUTA

La legge 38 del 2010 afferma il diritto di ogni malato di poter lenire la propria sofferenza fisica attraverso la cosiddetta terapia del dolore e attraverso cure palliative. Nel 2012 il 30% dei cittadini era a conoscenza di questa legge.

Nel 2015 solo il 18% degli italiani conoscono la terapia del dolore e le cure palliative. E’ questo lo sconfortante numero che rivela un’indagine dell’associazione “Vivere senza Dolore”. L’occasione per presentare questi dati è stata la premiazione del premio giornalistico “38 volte basta!” dedicato a Francesco Marabotto giornalista dell’ANSA, prematuramente scomparso dopo una lunga malattia.

Indetto dall’Associazione Onlus Antea, che a Roma si occupa di malati terminali, “il premio nasce per sensibilizzare i giornalisti e promuovere la conoscenza Legge 38 del 2010, ancora troppo poco nota”, ha sottolineato Claudia Monti, presidente Antea.  “Le cure palliative si dovrebbero rivolgere a circa 300.000 cittadini ogni anno nel nostro Paese. Ma non tutti vi accedono anche perché ne ignorano l’esistenza”, ha affermato Giuseppe Casale, coordinatore sanitario del centro Antea.

“Il problema – ha spiegato Marco Spizzichino, dirigente Ufficio Cure Palliative e Terapia del Dolore del Ministero della Salute – riguarda tutti, dai bambini agli anziani, in particolare quelli affetti da demenza. Ancora oggi 44.000 persone, secondo l’ultima relazione del Governo al Parlamento sull’attuazione della legge 38, muoiono nei reparti per acuti con costi maggiori e tipo di assistenza non appropriato”.

Una situazione che chiama in causa anche i mezzi di informazione. Il tema è, infatti, scarsamente presente su tutti i media, vuoi per la sua delicatezza, vuoi per una serie di pregiudizi che ruotano attorno al tema stesso del dolore e della sua gestione.