Tumore prostata, pomodori cotti riducono il rischio del 25%

Studio, servono 10 porzioni da 100 grammi a settimana

Consumando almeno 10 porzioni (una porzione da circa 100 gr) di pomodoro cotto la settimana si registra una diminuzione del rischio di sviluppo di cancro alla prostata del 20-25%. Lo afferma uno studio condotto su circa 14.000 pazienti, e presentato a Roma da Specialisti internazionale che insieme hanno dato una visione aggiornata di aspetti del management clinico del paziente colpito dalla neoplasia. Richard J.Ablin dell’University of Arizona College of Medicine, inventore dell’esame del Psa assieme a Vincenzo Fogliano, Professore di Chimica degli Alimenti presso l’Università Federico II di Napoli insieme ad altri esperti internazionali, hanno studiato come alcuni fra micronutrienti benefici del pomodoro stanno assumendo un ruolo di primaria importanza le chetosamine, potentissimi antiossidanti presenti in quantità abbondanti nell’ortaggio.

Il cancro alla prostata e’ il tumore più frequente negli uomini, ne colpisce uno ogni 20 fra i 50 ed i 69 anni. Si stima che le nuove diagnosi del 2015 siano 35.000. E a differenza della maggior parte delle neoplasie, sembra che per questa neoplasia la familiarità sia un fattore di rischio marginale, meno del 15%. Mentre alcune abitudini alimentari, come il consumo elevato di carne e latticini e una dieta ricca di calcio siano fattori predisponenti. Al contrario il consumo di frutta e verdure in generale e, in particolare, un costante consumo di pomodoro intero maturo specialmente se cotto e combinato con i polifenoli delle olive è capace di contrastare l’insorgenza del tumore. Ma l’elevata dose consigliata di consumo del pomodoro per prevenire il tumore, comporterebbe un eccesso di calorie. E’ in quest’ambito che il team di ricercatori internazionali hanno sviluppato un integratore, il Lycoprozen, a base di pomodoro intero e acqua di vegetazione delle olive per il mantenimento del benessere della prostata senza sovraccarico calorico.