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UN ECOCARDIOGRAMMA SALVA LA VITA, ANCHE AGLI ATLETI OLIMPICI

Non è un allarme, ma una semplice avvertenza. I test per il certificato medico agonistico possono e devono essere migliorati. E’ questo il risultato di uno studio condotto dall’Istituto di Medicina dello Sport del Coni, presentato alla conferenza Europrevent di Lisbona.

La ricerca ha analizzato i risultati dei test effettuati dall’istituto tra il 2002 e il 2014 su oltre 2300 atleti italiani candidati alle olimpiadi. gli atleti sono stati sottoposti  all’elettrocardiogramma sotto sforzo e a riposo ma anche all’ecocardiogramma, un esame aggiuntivo rispetto a quelli per il normale certificato agonistico. Il risultato è che su 2300 atleti, su 171 sono state riscontrate anomali cardiache che sono sfuggite alla visita agonistica. In sei casi, l’anomalia era talmente grave che ha costretto i medici ad escludere dalle competizioni 6 atleti.

Gli esami per l’attività sportiva agonistica, “Potrebbero essere migliorati” sottolinea Antonio Spataro, direttore sanitario dell’istituto. “I test per il certificato medico agonistico sono fondamentali, e hanno dimostrato di poter salvare molte vite, ma si fanno sfuggire il 10% dei problemi – spiega – Noi diciamo da tempo che potrebbero essere migliorati con l’ecocardiogramma, anche se l’applicazione è difficile, l’esame costa e va fatto da personale esperto, ma credo sarà questa l’evoluzione, mentre è ancora estremamente prematuro parlare di test genetici”