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Usa, verso la riapertura agli embrioni mammiferi con aggiunta di Dna animale

Lo stop deciso quasi un anno fa

Dopo quasi un anno di stop, gli Stati Uniti hanno deciso di rivedere la decisione di bloccare i finanziamenti pubblici alle ricerche sugli embrioni chimera, cioè gli embrioni di mammiferi cui viene aggiunto Dna umano, utilizzati per riprodurre ‘in provetta’ modelli di malattie umane, studiarle e sperimentare farmaci. I National Institutes of Health (Nih), come segnala il sito della rivista Science, hanno infatti annunciato per i prossimi mesi l’abolizione della moratoria imposta dal settembre 2015. 

Un provvedimento che era stato aspramente criticato dai ricercatori dell’università californiana di Stanford, che lo scorso novembre, sempre sulla rivista Science, avevano denunciato che la moratoria avrebbe portato con sè il rischio di una crisi di tutta la ricerca sulle cellule staminali e la medicina rigenerativa. La proposta dei Nih è di sostituire la moratoria con un nuovo processo regolatorio e controlli su alcuni tipi di esperimenti sulle chimere. Anche se l’annuncio è stato ben accolto da chi fa ricerca in questo campo, molti hanno sollevato delle perplessità.

”E’ un passo nella giusta direzione – commenta Sean Wu, ricercatore sulle cellule staminali di Stanford – ma ancora non sappiamo quale sarà il risultato caso per caso”. Alcuni vedono invece in questa proposta un’apertura a fare ricerca in alcun aree rimaste finora off-limits.