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Vaccini: Aifa, conciliare prezzo sostenibile e profitti

Per svilupparne uno servono 10-15 anni e un miliardo di dollari

L’allarme meningite in Toscana e il virus Zika “ammoniscono a non sottovalutare la minaccia latente di malattie infettive” e “confermano che i vaccini sono una risorsa preziosa per i cittadini e per i sistemi sanitari”. Tuttavia il percorso che va dalla scoperta all’autorizzazione di un nuovo vaccino richiede grandi investimenti di tempo e soldi, ovvero intorno ai 10-15 anni e al miliardo di dollari. “Di qui la necessità di conciliare le politiche di immunizzazione con profitti equi per l’industria e sostenibili per i budget pubblici”. A fare il punto sul problema del rapporto costi-benefici sono il direttore dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) Luca Pani e il presidente Mario Melazzini in un articolo pubblicato oggi sul sito web dell’agenzia regolatoria. In un futuro potrebbero essere disponibili vaccini terapeutici e preventivi per il cancro, per l’Alzheimer, per le malattie autoimmuni, persino per la dipendenza da sostanze stupefacenti. “Uno scenario affascinante – scrivono – che porta con sé il dilemma della sostenibilità per i sistemi di salute pubblica”. L’Aifa ha già adottato nuove strategie di valutazione farmaco-economica estendendo l’Health Technology Assessment (Hta, ovvero l’impatto economico delle tecnologie sanitarie) ai vaccini influenzali stagionali e ai primi vaccini influenzali quadrivalenti. In considerazione della complessità e dell’impatto delle nuove immunizzazioni sarà però fondamentale sperimentare anche per i vaccini “i modelli di autorizzazione e di negoziazione del prezzo già impiegati con successo dall’Aifa per altri farmaci dai costi molto elevati”, aggiungono Pani e Melazzini.