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Viaggio nella DART dell’ASL di Taranto

di Salvo Falcone Direttore Responsabile Medicalive Magazine
Twitter: @falconesalvo

Antonella Greco, fisioterapista presso la U.O. Sanitaria dell’Area Disabilità Età Evolutiva (DART), nucleo inserito in una strutturazione Dipartimentale di Riabilitazione dell’A.S.L. di Taranto, ci consente di effettuare un’analisi dell’attuale organizzazione del reparto nel quale vengono trattati – tramite un iter diagnostico-valutativo – i bambini con Paralisi Cerebrale Infantile. Un intervento che prevede, inoltre, l’elaborazione di un progetto riabilitativo dei piccoli pazienti da parte del fisioterapista, quest’ultimo, a sua volta, inserito in una equipe multidisciplinare. L’altro obiettivo che la Greco intende raggiungere è quello di elaborare, in via sperimentale, un progetto metodologico, che preveda un trattamento riabilitativo da condividere con la famiglia e da inserire nel contesto ambientale del piccolo paziente.

Antonella Greco
Dott.ssa Antonella Greco

“Il centro – ricorda la Antonella Greco – si occupa della realizzazione di diagnosi e trattamento precoce delle patologie invalidanti infantili, offre informazioni e valutazioni degli ausili, di uso ed addestramento a tutori.
Le attività del DART prendono il via da alcune considerazioni sulle condizioni del bambino e il suo sviluppo. L’età evolutiva è ritenuta – afferma la Greco – la stagione più instabile e più complessa dell’esistenza dell’uomo. Essa coincide con il momento in cui, dopo l’esperienza intrauterina, il bambino si affaccia al nuovo mondo adattandosi e maturando con l’ambiente quegli appuntamenti funzionali che porteranno gradualmente all’autonomia.
Nel processo di sviluppo del bambino, una patologia invalidante può ritardare, alterare o devastare le “normali strategie” funzionali di adattamento, creando, di conseguenza, deficit secondari che potrebbero ostacolare la sua stessa autonomia”.

La riabilitazione pediatrica, quindi, secondo la Greco “pone l’attenzione non sulla patologia, ma sul bambino nella sua globalità e sul suo continuo adattamento funzionale, nonchè sui percorsi che, nonostante la sua disabilità, quel bambino dovrà fare. Il trattamento che nel DART è perseguito, non mira, pertanto al raggiungimento di improbabili processi di “normalizzazione”, ma si pone la finalità di guidare il bambino alla continua ricerca di adattamento con il mondo fisico e sociale, allo scopo di promuovere la massima autonomia ed indipendenza possibile.
Il DART però, pone al centro dei suoi interessi anche le difficoltà dei neonati ad alto rischio rivolgendo loro un intervento globale messo in atto da professionisti che in diversi settori sono in grado di seguire il complesso sviluppo di questi bambini, con la capacità di monitorarne tutti i percorsi della loro crescita.
Non meno centrale nelle attività del DART – ribadisce la Greco – è il ruolo dei genitori che a fronte della nascita di figli disabili, richiedono di essere informati sulle possibili strategie per superare le difficoltà che i propri bambini potranno incontrare nel corso dello sviluppo. Il centro di riabilitazione pediatrica si pone come luogo adatto a raccogliere l’esigenza dei genitori di intraprendere un percorso educativo fatto non solo di “cure”, ma anche di progetti diretti a costruire il futuro dei loro bambini. I genitori, infatti, cercano in un luogo come l’Area disabilità Età evolutiva i primi sostegni che li aiutino a delineare i possibili percorsi di crescita dei loro bambini. Genitori ed operatori, scambiandosi le loro competenze , cominciano a conoscere i bisogni dei bambini”.

Antonella Greco ricorda che “a Taranto nel 1995, vengono istituiti 12 Distretti Socio-sanitari e, successivamente vengono costituiti 4 Poli Riabilitativi: Polo Occidentale, comprendente i Territori dei Distretti Socio-sanitari di Ginosa, Castellaneta, Mottola, Massafra; il Polo di Martina Franca, comprendente il Distretto Sociosanitario di Martina Franca e Crispiano; il Polo Orientale, comprendente i Territori di Grottaglie, San Giorgio e Manduria; il Polo Centrale, includente i Distretti Socio-sanitari della città di Taranto. Con la deliberazione n.324 del 03.03.98 riguardante l’”Organizzazione del settore della Riabilitazione pediatrica, l’ASL costituisce l’U.C.D.I. (Unità Centrale per le Disabilità Infantili) con competenza funzionale su tutto il territorio provinciale, al fine di favorire una maggiore diffusione di quei interventi riabilitativi rivolti specificatamente all’età evolutiva e di monitorare le esigenze ed i bisogni della popolazione infantile. Pertanto veniva assegnata all’ Unità Centrale un’quipe composta dai seguenti profili professionali: Medico fisiatra- pediatra, Fisioterapisti, Educatore professionale, Assistente Sociale e Impiegato Amministrativo. Quest’organizzazione in Distretti si è assunta diverse funzioni pluriprofessionali tra cui l’attuazione di interventi nelle strutture scolastiche e prescolastiche; l’elaborazione del programma che deve essere globale e personalizzato; la verifica periodica attestata in cartella clinica; la presa in carico dell’utente mediante visite di accertamento diagnostico e di valutazione da parte di un’èquipe multidisciplinare, composta da medico, fisioterapista, psicologo, logopedista, pedagogista, assistente sociale, neuropsicomotricista, educatore professionale; deistituzionalizzazione e reinserimento in famiglia o in comunità protette. Il Polo di Riabilitazione, ha per fine istituzionale l’impegno di erogare un servizio di prevenzione, riabilitazione e di inserimento sociale dei soggetti handicappati sul territorio jonico. Esso è costituito dalla risultante dei centri di assistenza gestiti dalle associazioni A.I.A.S., vale a dire associazione italiana assistenza spastici, A.N.F.F.A.S., cioè associazione nazionale famiglie e fanciulli sub-normali”.
Attualmente, riferisce la Greco “il Servizio Aziendale di Riabilitazione è organizzata su due livelli: centrale e periferico. La Riabilitazione Pediatrica è caratterizzata dalla presa in carico precoce attraverso il percorso diretto Ospedale-Territorio, il coinvolgimento immediato della famiglia per risposte più appropriate, il couseling psicologico e i programmi individualizzati con l’utilizzo di ortesi ed ausili per il raggiungimento dell’autonomia funzionale del bambino. Questa organizzazione espleta: la diagnosi e il trattamento precoce delle patologie invalidanti infantili (Paralisi cerebrali infantili; spina bifida; distrofia muscolare progressiva; cerebropatia evolutiva ecc.); il raccordo operativo con le strutture ospedaliere, i distretti socio-sanitari e i pediatri di base, al fine di favorirne l’intervento preventivo e l’eventuale presa in carico; l’informazione degli ausili ed addestramento all’uso di tutori e protesi.

Antonella Greco riferisce anche degli interventi da realizzare in futuro: si pensa alla creazione di una Ausilioteca e Mediateca software come centro delle nuove tecnologie per l’handicap, ritenuta la risposta riabilitativa più efficace per la massima autonomia possibile del disabile.