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Vita su Marte? La sonda Curiosity potrebbe contaminare il pianeta rosso

Acqua e vita su Marte? Quando la NASA annunciò la scoperta i media e gli scienziati esplosero di gioia. Ma, a qualche giorno dall’annuncio è arrivata la doccia fredda.

Un trattato internazionale rischia di bloccare il cammino del robot-laboratorio Curiosity della Nasa, al lavoro sul pianeta rosso dal 2012. E’ un problema che l’agenzia spaziale americana ha ben presente, come spiega l’esperto di geologia planetaria Gian Gabriele Ori, dell’Università D’Annunzio di Pescara e Chieti e membro del comitato esecutivo del Mars exploration program analysis group della Nasa.

A rischiare di fermare il cammino di Curiosity sono una risoluzione delle Nazioni Unite del 1966 e un trattato internazionale, l’Outer Space Treaty (Trattato sullo spazio extra atmosferico): entrambi impongono agli Stati di evitare ogni forma di contaminazione dello spazio e dei corpi celesti.

Nel caso di Marte e di Curiosity, in particolare, c’è il rischio che la marcia del robot possa alterare l’equilibrio attualmente presente nel suolo marziano, nel caso della presenza di eventuali microrganismi. “Su Marte – spiega Ori – esistono infatti delle ‘regioni speciali’, cioè zone ‘a traffico limitato’ dove potrebbe essere più probabile trovare acqua e forme di vita. ‘Curiosity non ha un livello di sterilizzazione tale che gli consenta di andare nelle regioni speciali. Se quindi fosse confermato che l’acqua c’è, per un principio di precauzione non ci potrebbe andare”.

In un sistema aperto come quello dell’acqua che scorre ”i batteri e i microorganismi potrebbero essere sollevati dal suolo – continua – e andare nell’atmosfera, li’ potrebbero poi essere catturati da una tempesta di polveri, che a sua volta potrebbe portarli ovunque, magari nel sottosuolo, dove troverebbero terreno fertile per crescere e propagarsi”, andando a modificare l’equilibrio del pianeta.

”Bisogna dunque stare molto attenti. Curiosity – conclude Ori – ha gli strumenti per per individuare la presenza dei minerali che si formano nell’acqua. Ma se si dovesse confermare la presenza di acqua o qualcosa che suggerisce la presenza di vita, bisogna fermarsi. Ma queste sono decisioni che si prenderanno al momento”.