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Si svolgerà oggi la conferenza stampa di sensibilizzazione “Bimbi in auto: vision zero”, promossa dai Ministeri della Salute, dei Trasporti, degli Interni e delle società scientifiche e culturali dei pediatri. A fare le spese dei 175mila incidenti stradali che si registrano ogni anno sulle strade, sono infatti centinaia di bambini, che perdono la vita o riportano lesioni anche gravissime e permanenti. Nella gran parte dei casi la causa di questi infortuni è il mancato o cattivo uso dei seggiolini, obbligatorio per i bimbi fino al metro e cinquanta d’altezza, e delle cinture di sicurezza per i ragazzini più grandi. Genitori, nonni, educatori e tutti coloro che, a vario titolo, si prendono cura dei bambini hanno bisogno di ulteriori informazioni sul corretto uso dei dispositivi di ritenuta secondo quanto previsto dall’art. 172 del Codice della strada. Questo, infatti, è l’obiettivo dell’iniziativa promossa dal Governo.
La campagna di sensibilizzazione sarà diffusa negli ambulatori pediatrici, negli ospedali, consultori, centri vaccinali e sui principali mezzi di comunicazione.

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“Esistono meccanismi mentali che spiegano questi episodi”

Esistono dei meccanismi mentali che possono spiegare episodi come quello della bambina lasciata in auto a Castelfranco di Sopra, che vanno dagli automatismi che si instaurano quando si compiono gesti di routine a possibili preoccupazioni che deconcentrano una persona. Lo sottolinea Bernardo Carpiniello, presidente della Società Italiana di Psichiatria, che sottolinea come ora si debba aiutare la mamma a sopportare il trauma. “E’ molto difficile formulare ipotesi senza conoscere bene il contesto – spiega Carpiniello -. Una cosa che si può dire è che quando si ripetono tutti i giorni i medesimi comportamenti legati a delle routine, per esempio andare al lavoro, spesso capita che durante il percorso entrano in gioco automatismi che rendono possibile guidare seguendo con il nostro pensiero contenuti mentali, preoccupazioni, fatti avvenuti, concentrandosi in noi stessi. Noi andiamo come in automatico e tutto sommato il fatto che ci ritroviamo nel luogo alla solita ora è una conferma che le cose si sono svolte senza intoppi, e in una situazione del genere può non emergere la dimenticanza. A tutti capita magari di andare in auto in qualche luogo usuale e non ricordarsi neanche come ci si è arrivati, questo perchè abbiamo una ‘memoria delle procedure’ altamente automatizzata”.
Se invece anche il lasciare la bimba all’asilo faceva parte della routine, prosegue Carpiniello, potrebbero essere entrati in gioco altri fattori. “A questo punto ovviamente dovremmo ipotizzare che la mamma fosse talmente concentrata nel seguire percorsi mentali, pensieri dominanti, preoccupazioni su fatti o circostanze di vita da oscurare tutto il resto, compresa l’incombenza di fermarsi lasciare a scuola la propria bambina.
sono dimenticanze gravi ma che possono avvenire, e che sfortunatamente possono avere conseguenze tragiche”.
Ora per la mamma sarebbe necessario un sostegno psicologico.
“Purtroppo la perdita di un figlio rappresenta per un genitore uno degli eventi traumatici più pesanti – sottolinea lo psichiatra – è facile immaginare che un processo di lutto che potrà durare a lungo, e sfociare in forme di vera e propria depressione anche grave. Essendo questa donna una persona capace di valutare la realtà dovrà confrontarsi col senso di colpa oltre che con la perdita”.

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Sensori, telecamere e realtà aumentata per curarci a bordo

In un futuro ormai prossimo gli abitacoli delle auto saranno imbottiti di telecamere e sensori che, insieme ai dispositivi biometrici indossabili, controlleranno costantemente le funzioni vitali di guidatore e passeggeri, con un check-up continuo che andrà ben oltre alla verifica dello stato di attenzione per avvisare di rischi di colpi di sonno. Questo tema e, più in generale, le possibilità di convergenza tra il settore automobilistico e quelli relativi a salute e benessere saranno al centro dell’evento “Intelligent Mobility”, organizzato a Londra il prossimo 29 giugno da Frost & Sullivan.
La trasformazione della macchina in un assistente medico sarà resa possibile, anticipano dalla società internazionale di consulenza, dall’introduzione su larga scala della tecnologia di comunicazione 5G. “In futuro, le automobili – chiariscono – saranno dotate di applicazioni ‘cloud’ integrate per portare salute e benessere al loro interno”.

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Ideati da università Michigan, rispecchiano profilo guidatori

Anche i crash test dummies, i manichini usati per provare la sicurezza dei veicoli, si adeguano ai tempi. Due nuovi modelli, uno ‘obeso’ e l’altro che simula una signora di 70 anni, sono stati appena presentati, riporta il sito della Cnn, dall’International Center for Automotive Medicine (ICAM) dell’università del Michigan.
Uno dei manichini pesa 123 chili, molto di più di quelli usati normalmente, e anche l’altro è leggermente sovrappeso oltre ad avere il torso disegnato sul modello do una signora anziana e non il tipico fisico ‘palestrato’. La necessità di sviluppare i nuovi prototipi, spiegano gli ideatori, è stata dimostrata da diversi studi che hanno mostrato che le ferite da incidenti variano a seconda della conformazione del corpo. Gli obesi, ad esempio, tendono a scivolare sotto le cinture di sicurezza in caso di urti frontali. Per capire come modellare i manichini sono stati usati oltre 6mila scannerizzazioni di corpi presenti in un database nazionale. “Le dimensioni del corpo sono fondamentali per capire quanto gravi saranno le conseguenze di un incidente – spiega Stewart Wang, uno degli ideatori -, e la normalità oggi è di trovare una persona obesa”.

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Obbligo uso di rialzo con schienale fino a 1,25 cm altezza

Nuove regole sui seggiolini per i bambini in auto. Sono entrate in vigore infatti da gennaio le nuove norme europee che prevedono, per i bambini alti meno di 125 centimetri, l’obbligo di viaggiare su un apposito rialzo con schienale, che consenta una migliore disposizione della cintura sulle spalle e sul torace. Lo segnala l’Istituto superiore di sanità (Iss) sul sito Epicentro.
Questa decisione si integra con quanto stabilito dal Codice della strada, che prevede per i bambini alti meno di 1,50 metri l’obbligo di essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, adeguato al loro peso, di tipo omologato.
La vendita dei rialzi senza schienale per i bimbi sotto i 125 centimetri sarà consentita sino all’estate. Come rileva l’Associazione sostenitori ed amici della polizia stradale (Asaps), le maggiori novità riguardano quindi i cosiddetti ‘rialzi’, cioè i seggiolini auto per i più grandicelli, con un peso dai 15 ai 36 chili. La funzione di questi seggiolini è quella di alzare il piccolo viaggiatore alla giusta altezza per poter utilizzare correttamente le cinture di sicurezza dell’auto. Dal 1° gennaio 2017 è quindi obbligatorio essere protetti da un rialzo con schienale. I rialzi senza schienale saranno permessi solo ai bimbi di altezza superiore ai 125 centimetri.
Inoltre, i seggiolini per bambini alti tra i 100 e 150 centimetri non dovranno più essere dotati obbligatoriamente del dispositivo Isofix (cioè il sistema internazionale standardizzato di ancoraggio all’auto del seggiolino per bambini che prevede l’aggancio del seggiolino direttamente al sedile dell’auto) o di altri sistemi di ancoraggio. I genitori potranno quindi scegliere se installare il seggiolino auto con gli agganci Isofix o con le cinture di sicurezza del veicolo.

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Questo il consiglio che arriva da una ricerca inglese

I bimbi molto piccoli, neonati fino ai due mesi di vita, è meglio che non viaggino in auto nei seggiolini per più di 30 minuti, in quanto potrebbero andare incontro a problemi respiratori con esiti talvolta anche molto gravi. È quanto emerge da uno studio dell’Università Bristol, nel Regno Unito, pubblicato su Archives of Disease in Childhood – Fetal and Neonatal Edition. I ricercatori hanno preso in esame i dati relativi a 40 neonati (19 nati a termine, 21 prematuri), di un’età media di 13 giorni (in generale l’età variava da un giorno a due mesi) e di peso medio intorno ai due chili e mezzo.
    Hanno replicato in laboratorio gli effetti di una dormita sul seggiolino dell’auto in un viaggio a una velocità media di 48 chilometri orari. Dopo una mezz’ora nel seggiolino la quantità di ossigeno nel sangue dei bimbi risultava diminuita in modo significativo mentre aumentava la frequenza cardiaca. In bambini così piccoli- evidenziano gli studiosi – i problemi respiratori possono essere accentuati dal fatto che i muscoli del collo non sono forti abbastanza da impedire alla testolina di piegarsi. “Se si può evitare un viaggio, probabilmente è meglio farlo, o limitarlo a non più di mezz’ora” spiega al Daily Mail l’autore della ricerca, Peter Fleming. Il consiglio per chi vuole far viaggiare i piccoli in auto è che ci sia sempre un adulto dietro con loro a controllare che respirino bene.