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Lorenzin, si fa differenza nella vita delle persone

Una mobilitazione di aziende da tutta Italia, circa 40 imprenditori anche dalle zone terremotate, per offrire prodotti locali e di qualità al pranzo di Natale dell’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà (Inmp), ed anche la presenza del ministro della Salute Beatrice Lorenzin alla consegna dei doni ai più piccoli.
“Ringrazio in particolare gli operatori di questo meraviglioso istituto che fanno tantissimo, molte cose non sono conosciute ma io le ho viste con i miei occhi e fanno la differenza nella vita delle persone”, ha detto il ministro. Dall’olio dell’Arsial della Regione Lazio al pane dell’accoglienza dell’associazione panificatori di Roma CNA-Roma ad altri prodotti, come ad esempio la mozzarella di bufala campana o il miele, un modo per esprimere la vicinanza alle attività dell’Istituto, che nato nel 2007 e stabilizzato nel 2012, ha come focus quello di affrontare, all’interno del Servizio sanitario nazionale, le sfide sanitarie delle fasce di popolazione più vulnerabili, come i migranti o chi è sotto la soglia di povertà.
   
“Il senso di una giornata come quella di oggi è proprio quello dell’accoglienza. Ci occupiamo di salute, ma l’assistenza è a 360 gradi. I pazienti qui trovano una famiglia”, ha spiegato il direttore generale Inmp Concetta Mirisola.

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Dono non va strumentalizzato per condurre messaggi educativi, per punire o premiare

I regali sotto l’albero di Natale per i bambini? Vanno fatti, ma “attenti genitori, perchè donare non ripara ad alcun errore”. A mettere in evidenza il vero senso dei regali natalizi per i più piccoli è Nicoletta Aliberti, neuropsichiatra infantile all’Istituto Neurotraumatologico Italiano.
    “Il regalo ha significati diversi per il bambino che lo riceve e per il genitore che lo dona. Mamme e papà attenti – avverte l’esperta – perché i regali natalizi per i vostri figli devono essere atti incondizionati di amore. I regali non riparano errori, non compensano vuoti. Il dono, quello vero, deve essere legato all’istintivo desiderio di condividere con il vostro bambino la gioia di appartenersi”. Spesso, sottolinea la neuropsichiatra, “ci si chiede se è sbagliato fare regali a Natale ai bambini. No, non è sbagliato e non è possibile stabilire quanti regali sia sano fare. Ciò che conta è decidere e vivere con il bambino il significato che si vuole attribuire al dono”.
    Secondo la neuropsichiatra infantile “il dono va offerto e non strumentalizzato per condurre messaggi educativi, per punire o premiare. E’ fondamentale ricordare che l’amore che un bimbo sente di ricevere con un dono è proporzionale a come un genitore si rende disponibile all’ascolto dei suoi bisogni, dubbi e resistenze e alla pazienza che gli dedichiamo per aiutarlo a comprendere i nostri ‘sì’ e i nostri ‘no’ e non alla quantità o grandezza degli oggetti donati”.
    Il punto, spiega, è che “oggi purtroppo si fanno regali e non doni e questi regali sono funzionali solo ai genitori che regalando oggetti ai loro figli colmano i sensi di colpa, colmano l’assenza di parole e la difficoltà di utilizzare il tempo per vivere con i figli e non per loro. Colmano l’incapacità di essere genitori autorevoli. Questo tipo di regali non sono un mezzo di condivisione – conclude – ma solo uno strumento di compenso che non svilupperà in modo sano il mondo emozionale del bambino”.