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Flavia Bustreo, determinante pure cambio modalità finanziamento

Affrontare l’enorme sfida dei cambiamenti climatici e del loro impatto sulla salute, con l’ambizione di rendere il settore Salute ‘carbon neutral’, costruire un sistema più incisivo di risposta rapida alle emergenze come le epidemie e potenziare il diritto a cure e prevenzione per donne, bambini e fasce fragili come i migranti.
E’ un programma ampio ma con delle priorità precise quello con cui Flavia Bustreo, candidata del governo italiano per la guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), punta a cambiare il volto della maggiore istituzione sanitaria mondiale.
Cinquantasei anni ed una lunga carriera nell’Oms e nella Banca mondiale, con molte esperienze sul campo nei Paesi in via di sviluppo, Bustreo ha illustrato oggi all’Istituto superiore di sanità (Iss) i cardini del proprio programma, spiegando quali sono le sfide che l’Oms dovrà affrontare nei prossimi 5 anni e ricevendo il pieno sostegno del ministro della Salute Beatrice Lorenzin e del presidente Iss Walter Ricciardi. Una delle priorità, ha spiegato, è “guidare la riforma dell’Oms per garantire una risposta rapida in caso di emergenze umanitarie ed epidemie: è questa una delle debolezze dell’organizzazione, e nel caso dell’epidemia di Ebola è stata evidente la difficoltà e lentezza della risposta. Va dunque rafforzata la sorveglianza per virus, come Zika, e antibiotico-resistenza”. Ma c’è un’altra emergenza imprescindibile: quella del cambiamento climatico, che si stima provocherà, tra il 2030 e il 2050, 250mila morti in più ogni anno. E’ infatti “enorme l’impatto sulla salute e bisogna capire meglio – ha sottolineato – come il cambiamento del clima provochi la diffusione di malattie in nuove aree e come contribuisca al cambiamento dei vettori delle malattie”. Ma, ha rilevato Bustreo, “bisogna anche fare in modo che il settore Sanità contribuisca alla riduzione della produzione di anidride carbonica”. Come? Un esempio viene proprio dall’Italia: “L’ospedale Meyer di Firenze usa solo energia pulita e questo – ha detto – può essere un modello da incentivare”. L’Oms del prossimo futuro, però, dovrà anche essere all’insegna di “processi decisionali semplificati”, afferma Bustreo, che sottolinea pure la necessità di “ripensare le modalità di finanziamento dell’organizzazione, ampliando la rosa dei contributori oltre ai singoli Paesi”.
La prossima tappa – in attesa della votazione finale di maggio a scrutinio segreto da parte dei 194 Paesi rappresentati all’Oms – è ora fissata per il 25 gennaio, quando il Consiglio esecutivo dell’organizzazione voterà tre nomi in una rosa di sei. Oltre all’Italia, in corsa ci sono Francia, Gran Bretagna, Ungheria, Etiopia e Pakistan. Quanto ai pronostici, negli ultimi 13 anni la carica di direttore generale dell’Oms è stata ricoperta prima dalla Corea e poi dalla Cina, con l’attuale direttore Margaret Chan. Una candidatura europea, affermano gli osservatori, sembra dunque oggi abbastanza accreditata.

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Gli auguri del ministro per il nuovo anno, un grazie a lavoro operatori sanitari

“Portare nella vita dei cittadini italiani le tante norme che sono diventate legge quest’anno, a partire dalle nuove prestazioni sanitarie garantite dai rinnovati Livelli essenziali di assistenza: queste prestazioni devono entrare nelle case degli italiani”. E’ l’auspicio del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che ha rivolto i propri auguri ai cittadini sottolineando le priorità per il prossimo anno.
 “Per il nuovo anno, altro auspicio è uniformare verso l’efficienza tutto il territorio nazionale, con un’attenzione particolare – ha detto il ministro – alle Regioni del Sud, dove c’e’ grandissima sofferenza e disparità di accesso alle cure nonostante le leggi fatte. Dobbiamo lavorare insieme per fare in modo che il Sud possa respirare e usufruire dei fondi in piu’ stanziati”. Tra gli obiettivi del 2017, anche lo sblocco del turn over per le assunzioni di medici e infermieri. “Infine – ha concluso Lorenzin – un grande ringraziamento al lavoro incredibile dei nostri operatori sanitari e un abbraccio a tutte le famiglie che festeggiano il Natale con i propri cari malati, sapendo che la persona malata è una persona e la malattia è una fase della vita”.

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‘Campagna Usa’, per assistere meglio altri pensa a te stesso

Se sei un caregiver, ti occupi di un anziano o un disabile o un malato, inserisci nella tua lista di cose da fare la voce ”prenditi cura di te stesso”, è la cosa più importante che un caregiver può fare. E’ la ”campagna” lanciata in Usa dal National Instituto of Aging: ‘fai anche di te stesso una priorità’.
    Secondo il National Health and Aging Trend Study, infatti, i caregiver che forniscono cure sostanziali (si occupano della salute di qualcuno, gestendone parecchi aspetti della sua vita dalle visite mediche alla gestione dei farmaci ad esempio, sono più a rischio di problemi di salute fisica e mentale.
    In Italia, spiega Giovanni Lamura dell’INRCA (Istituto Nazionale di Ricovero e Cura per Anziani) di Ancona, sono circa 15 milioni 182 mila le persone che (dati 2010) dichiarano di prendersi regolarmente cura di figli minori di 15 anni, o di altri bambini, di adulti malati, disabili o di anziani. L’8,4% delle persone tra 15 e 64 anni (3 mln e 329 mila) si prende cura regolarmente di adulti o anziani bisognosi di assistenza. Le donne sono coinvolte in questo tipo di responsabilità di cura più spesso degli uomini (42,3% contro il 34,5%) e anche per questo risulta più bassa la loro partecipazione al mercato del lavoro. Non a caso, ricorda Lamura, è stato presentato un disegno di legge che ha l’obiettivo prioritario di riconoscere la figura del caregiver la cui finalità è agevolare a queste persone la conciliazione tra cura, impegni professionali e vita sociale e di relazione.
    Ecco i consigli su come prendersi cura di se stessi quando ci si prende cura degli altri: per cominciare ‘chiedi aiuto quando ne hai bisogno’ e non trascurare mai l’importanza di trascorrere del tempo con gli amici. Entra a far parte di un gruppo di supporto dedicato, a limite anche online se il tempo è tiranno.
    Prenditi delle pause ogni giorno per rilassarti. Non trascurare i tuoi passatempi preferiti. I caregiver spesso trascurano se stessi mentre sono impegnati a prendersi cura degli altri. ‘Diventa un caregiver migliore facendo rientrare la cura di te stesso nella tua to-do list, raccomanda la campagna del NIA