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La connessione tra la prospettiva temporale ed il sistema dopaminergico della ricompensa

È possibile ipotizzare la connessione esistente tra specifici Profili Temporali e specifiche attivazioni del sistema dopaminergico della ricompensa così importante per la motivazione, le decisioni e le varie implicazioni per la nostra salute ed il nostro benessere.


English abstract 

The hypothesis proposed by us in this article is about the connection of two sectors that drive our behaviors: Time Perspective and the Dopaminergic Reward System.

Time Perspective is aninnovative sector of scientific psychology that studies how each of us relates to time. The neural activation of the Dopaminergic Reward System is a part of our brain very related to our motivation to pursue goals and generate expectations about them.

Our hypothesisproposes that specific Time Perspective configurations (called Time Profiles) correspond to specific dopaminergic Reward System patterns. Many studies in the literature converge on this hypothesis, although, none so far have empirically verified this hypothesis.

Currently, the bio-psycho-social model predicts that there is a massive integration between the biological, mental, and socio-cultural aspects that reflect the great complexity and heterogeneity of human behaviors.

The purpose of this article is to explore the possibility that solid correlation now identified concerning the specific Time Perspectives (TP) that each of us possesses, has peculiar neural, endocrine, and immune influences that can be grasped also by a specific Dopaminergic Reward System(DRS).

Italian abstract 

L’ipotesi proposta riguarda la connessione tra due settori che guidano i nostri comportamenti: la Prospettiva Temporale ed il sistema dopaminergico della ricompensa.

La Prospettiva Temporale è un settore innovativo della psicologia scientifica che studia il modo in cui ognuno di noi si relaziona nei confronti del tempo. Il sistema dopaminergico della ricompensa è una parte del cervello particolarmente connessa con la nostra motivazione, il perseguire obiettivi desiderati e generare aspettative su di essi.

La nostra ipotesi propone che specifiche configurazioni relative la Prospettiva Temporale (chiamate Profili Temporali), corrispondano a specifici pattern di attivazione del sistema dopaminergico della ricompensa.

Studi in letteratura convergono con questa tesi sebbene nessuno, finora, l’abbia verificata empiricamente.

Attualmente, il modello bio-psico-sociale prevede una massiccia integrazione tra gli aspetti biologici, mentali e socio-culturali che riflettono la grande complessità ed eterogeneità dei comportamenti umani.

Con questo lavoro intendiamo esplorare la possibilità che la solida correlazione già identificata, riguardante la specifica Prospettiva Temporale (TP) che ciascuno di noi possiede, abbia peculiari influenze neurali, endocrine e immunitarie e che possono essere colte anche da uno specifico funzionamento del Sistema Dopaminergico della Ricompensa (SDR).

Autore

Dott. Massimo Agnoletti – Psicologo, Dottore di ricerca Esperto di Stress, Psicologia Positiva e Epigenetica, Formatore/consulente aziendale, Presidente PLP-Psicologi Liberi Professionisti-Veneto, Direttore del Centro di Benessere Psicologico, Favaro Veneto (VE).

Dott. Philip G. Zimbardo – Professore emerito all’Università di Stanford. Fondatore del settore della psicologia scientifica chiamato Prospettiva Temporale.


L’approccio psicologico chiamato Prospettiva Temporale studia la relazione psicologica che un individuo ha nei confronti delle dimensioni temporali vissute nel presente, rispetto agli eventi passati ed alle aspettative che ha del suo futuro (Stolarski et al., 2014; Zimbardo&Boyd, 2008). Ognuno di noi pensa alle esperienze passate, presenti e future, ma è soggettiva la configurazione relativa a “quanto spesso” e “in che modo” investiamo psicologicamente, nei confronti di queste specifiche dimensioni temporali, le energie.

Zimbardo, dopo decenni di ricerca scientifica, ha sviluppato un questionario specifico, lo ZTPI (Zimbardo Time Perspective Inventory), per misurare il peculiare rapporto che ogni singolo soggetto ha con il tempo (chiamato anche Profilo Temporale).

Ogni Profilo Temporale è definito dalla particolare configurazione di sei dimensioni temporali che si sono dimostrate significative nel riconoscere gli specifici stili cognitivo-emotivi e motivazionali legati alla personale costruzione del tempo.

Due dimensioni temporali sono legate alle esperienze passate negative e positive (chiamate rispettivamente il “Passato Negativo” e il “Passato Positivo”), due riguardano il presente (il “Presente Fatalistico” legato a quanto ci sentiamo protagonisti attivi degli eventi significativi che viviamo, e il “Presente Edonistico” che misura la tendenza nel ricercare attivamente le esperienze piacevoli ed evitare quelle spiacevoli) e, infine, la dimensione temporale del “Futuro” (l’insieme delle aspettative sui progetti e gli obiettivi che perseguiamo).

Ai fini di questo lavoro, è utile ricordare che, ad esempio, il profilo temporale caratterizzato da un valore significativamente elevato nella dimensione del Futuro è correlato positivamente sia alla pianificazione che al prevedere le conseguenze possibili delle scelte e delle decisioni effettuate.

Ciò significa che spesso queste persone tendono a concentrarsi sulle gratificazioni a medio e lungo termine invece che a breve termine e quindi sono preferenzialmente caratterizzate da un’attivazione neurale del SDR finalizzata al raggiungimento di obiettivi a medio e lungo termine.

Diversamente, il Profilo Temporale caratterizzato da un valore elevato di Presente Edonistico è correlato a comportamenti più focalizzati sulla percezione temporale attuale dei soggetti, quindi essi sono molto più motivati a raggiungere obiettivi a breve termine rispetto a quelli del medio e lungo termine.
Questa predisposizione decisionale fa si che siano preferenzialmente caratterizzati da un’attivazione neurale del SDR finalizzata al raggiungimento di obiettivi a breve termine.

Può essere interessante notare che la differenza decisionale e comportamentale tra coloro che sono più orientati al Futuro e coloro che sono più focalizzati sul Presente può essere ben rappresentata dal famoso “esperimento dei marshmallows” ideato dallo psicologo dell’università di Stanford Walter Mischel che identificò nell’autocontrollo la capacità di posticipare le gratificazioni e quindi le ricompense alle quali ambiamo (Mischel, 2014).

L’autocontrollo che Mischel ha descritto come fattore fondamentale per ritardare la gratificazione è espresso dal punto di vista neuro-funzionale dall’area cerebrale della corteccia prefrontale che fa parte, a sua volta, della rete neurale del SDR (Baik, 2020).

Il Profilo Temporale caratterizzato da un alto valore di Passato Negativo è invece positivamente correlato a stati depressivi e ruminazioni (pensieri emotivamente negativi ricorrenti rivolti ad eventi del proprio passato) e ciò significa che queste persone sono caratterizzate da un basso livello motivazionale generale che denota un basso livello di attivazione neurale del SDR.
Ogni Profilo Temporale specifico influenza il modo in cui facciamo le scelte, i nostri comportamenti e lo stile di vita che adottiamo, determinando la nostra qualità di vita e il nostro modo caratteristico di gestire lo stress.

Le recenti scoperte della PNEI (approccio psico-neuro-endocrino-immunologico) hanno ora chiarito la natura altamente integrata e interconnessa del nostro organismo in cui gli aspetti biologici influenzano quelli mentali tanto quanto il dominio psicologico può modificare la natura di quello più puramente biologico(Agnoletti, 2017, Bottaccioli & Bottacioli, 2017; Conklin et al., 2015; Epel et al., 2004).

In questo senso, sono già stati evidenziati in letteratura i collegamenti della Prospettiva Temporale con le numerose implicazioni psicofisiologiche esistenti (Agnoletti, 2016a; Agnoletti 2016b; Stolarski et al., 2014).

In questo contesto altamente integrato, è interessante notare il ruolo fondamentale del Sistema Dopaminergico della Ricompensa nel guidare i nostri comportamenti e le nostre scelte di vita quotidiane.
Il SDR è stato a lungo frainteso, anche a livello accademico, perché spesso è stato confuso con la sensazione di piacere stessa (connotata quindi nel “qui ed ora” presente).

Questo bias ha implicato che l’attivazione neurale SDR fosse erroneamente associata unicamente alle esperienze edonistiche stesse, ma recenti ricerche mostrano invece che il vero ruolo di SDR è molto più complesso e può essere rappresentato da un sistema di apprendimento predittivo volto a raggiungere obiettivi significativi che perseguiamo, anche di natura non edonistica (Agnoletti, 2019a).

Il funzionamento del DRS varia a seconda delle esperienze percepite dal sistema nervoso centrale (inteso anche come esposizione a molecole endogene che ne influenzano il comportamento come le citochine proinfiammatorie) attraverso processi neuro-plastici consentiti dalle dinamiche epigenetiche che ne ri-modellano continuamente l’architettura neurale (Agnoletti, 2019b; Klankeret al., 2013; Kobayashi&Hsu, 2019; Treadway, Cooper & Miller, 2019).

Questi processi neuro-plastici estremamente dipendenti dal tipo di esperienze che viviamo sono la chiave per spiegare l’enorme eterogeneità comportamentale umana sia tra gli individui che durante il corso ontogenetico della vita di una persona.

Le reti neurali coinvolte nel SDR realizzano un apprendimento associativo tra l’aspettativa ed il raggiungimento dello scopo perseguito (non necessariamente correlato al piacere edonistico), modificando epigeneticamente i neuroni che includono i recettori della dopamina nella loro struttura cellulare.

Da un punto di vista esperienziale/fenomenologica, l’attivazione del SDR è più connessa con la sensazione percepita di controllo (derivante dalla corrispondenza tra l’attesa e l’obiettivo raggiunto) che con quella di puro piacere sperimentato nel “qui ed ora”, caratteristica del momento in cui vieneeffettivamente raggiunto lo scopo stesso (Agnoletti, 2019a; Salpolsky, 2017).

Recenti esperimenti scientifici ci dimostrano, infatti, che è possibile essere disposti a rinunciare ad una ricompensa edonistica (che attiverebbe il percorso neuroanatomico chiamato “like”) per ottenere preventivamente informazioni sulla ricompensa stessa (Bromberg-Martin &Hikosaka, 2009), o per conoscere informazioni relative ipotetici scenari futuri (Niv& Chan, 2011), o per soddisfare la curiosità di aver ottenuto informazioni anche apparentemente di scarsa utilità immediata (Kobayashi&Hsu, 2019).

Pertanto, diversamente da quanto sostenuto per molti anni, l’attivazione del SDR non è peculiare solo dei comportamenti edonistici legati a qualche forma di dipendenza patologica (si pensi, ad esempio, al consumo di alcol o di sostanze psicoattive o di abuso nel consumo di cibo “comfort food”, etc.) ma anche di quelli che promuovono buone e sane abitudini per la nostra salute (si pensi ad esempio alla pratica di una corretta attività motoria, una sana alimentazione, le esperienze di Flow, etc.) (Agnoletti, 2019a).

I meccanismi neurali che svolgono funzioni motivazionali relativela ricerca attiva della ricompensa e quelli relativi al piacere conseguente il raggiungimento della ricompensa stessa sono diversi (Berridge, 2004; Berridge, 2007; Berridge&Aldridge, 2008; Robinson et al., 2016) anche se possono essere molto legati da un punto di vista esperienziale se il contesto temporale di riferimento è molto limitato.

Quando, ad esempio, siamo coinvolti in un’attività sessuale, gustiamo il nostro piatto preferito o pratichiamo la nostra attività di Flow prediletta, nel nostro cervello si verifica un rilascio massiccio e istantaneo di dopamina, precedentemente prodotta nel tronco cerebrale, nel tratto mesolimbico del SDR che attiva l’area tegmentale ventrale (VTA), il nucleo accumbens ed altre parti del network dopaminergico come lo striato dorsale, l’amigdala e la corteccia prefrontale.

Più precisamente, è attualmente accettato che il tratto mesolimbico del SDR, caratterizzato dal dare maggiore rilevanza alla gratificazione immediata legata allo stimolo condizionato presente nel “qui e ora”, scambi continuamente segnali neurali con il sistema esecutivo espresso dalla corteccia prefrontale (PFC), responsabile di comportamenti complessi come la risoluzione dei problemi, la pianificazione, le scelte e le decisioni che coinvolgono ipotetici scenari futuri.
In alcune teorie è presente anche una terza parte, rappresentata dall’insula, che avrebbe la funzione di mediazione tra i due principali sistemi del SDR appena citati.

Le continue interazioni funzionali tra questi due sistemi neurali (tratto mesolimbico e la corteccia prefrontale) sono influenzate dalle nostre esperienze le quali determinano cambiamenti epigenetici neurali nel nostro SDR.
Considerando globalmente quanto finora descritto, sia per quanto riguarda il contesto psicologico che per quello più fisiologico, possiamo avanzare un’ipotesi riguardante le implicazioni della Prospettiva Temporale sull’attivazione neurale del Sistema Dopaminergico della Ricompensa.

Più specificamente, possiamo avanzare l’ipotesi che se ogni Profilo Temporale è caratterizzato da una specifica configurazione psico-neuro-endocrino-immunologica allora, a parità di altre condizioni, ciò si potrebbe riflettere in una specifica e prevedibile attivazione neurale del SDR.

Per comprendere più facilmente la connessione proposta dalla nostra ipotesi, ricordiamo qui che le persone focalizzate sul Futuro nel contesto di Prospettiva Temporale sono più inclini a ritardare la gratificazione al fine di ottenere i loro obiettivi a medio/lungo termine, il che significa che la loro rete neurale SDR è più attivanel raggiungimento di obiettivi che non si collocano nel momento presente del “qui e ora”.

La rete neurale SDR delle persone orientate al Futuro dovrebbe essere caratterizzata da un settaggioneuro-funzionale che predilige obiettivi di medio/lungo termine, ciò significa che, all’interno della rete SDR, la corteccia prefrontale ed il tratto mesolimbico sono entrambi frequentemente attivi da un punto di vista neurale.
Questa prospettiva è coerente con almeno due fonti informative indipendenti.

La prima è che dai dati statistici raccolti in più di trent’anni di ricerca sappiamo che le persone orientate al Futuro sono più positivamente correlate con un alto livello di autocontrollo ed un basso livello di impulsività (Zimbardo&Boyd, 2008).

La seconda fonte di informazioni è rappresentata dai dati convergentile neuroscienze sociali, cognitive ed emotiveche rivelano che l’interazione tra la corteccia prefrontale e l’elaborazione della ricompensa sottocorticale è cruciale per l’autoregolazione (Kelley et al., 2015; Berkman, 2017; Wagner e Heatherton, 2017).
Numerosi studi hanno dimostrato che un efficace autoregolazione consiste in un controllo del tipo “top-down” espresso dalla corteccia prefrontale sulle regioni di ricompensa sottocorticali coinvolte (Dambacher et al., 2014; Lopez et al., 2017).

Al contrario, il fallimento dell’autoregolazione si verifica quando il controllo “top-down” realizzato dalla corteccia prefrontale sulle aree di ricompensa sottocorticali è scarso e/o comunque sbilanciato rispetto alle regioni neurali sottocorticali del SDR (Lopez et al., 2014; Meyer& Bucci, 2016).

Diversamente e coerentemente con la nostra ipotesi, il Profilo Temporale caratterizzato da un’elevata dimensione temporale di Presente Edonistico, quindi correlato a comportamenti finalizzati ad obiettivi più rivolti al breve termine, dovrebbe essere caratterizzato da una rete neurale SDR maggiormente attivata per il raggiungimento di obiettivi focalizzati sul “qui e ora” quindi sul momento presente.

La rete neurale SDR delle persone focalizzate nel Presente Edonistico dovrebbe essere caratterizzata da un funzionamento per default che promuove maggiormente obiettivi a breve termine pertanto, all’interno della rete SDR, la corteccia prefrontale dovrebbe essere meno attiva in assoluto e/o meno dominante rispetto alle regioni sottocorticali (tratto mesolimbico).

Coerentemente con questa previsione sappiamo che le persone orientate al Presente Edonistico sono più positivamente correlate con un basso livello di autocontrollo, un alto livello di impulsività e di possibile sviluppo di dipendenze negative (Zimbardo&Boyd, 2008; Kelly, Zimbardo&Boyd, 1999) e che, nel momento in cui raggiungono la ricompensa, gli individui patologicamente dipendenti da sostanze hanno mostrato una maggiore attivazione delle regioni di ricompensa sottocorticali (Luijten et al., 2017).

Inoltre, sempre secondo la nostra ipotesi, le persone focalizzate sul Passato Negativo sono positivamente correlate con i sintomi della depressione (Lefèvre et al., 2019, Zimbardo&Boyd, 2008) che a loro volta sono correlati con la disfunzione del Sistema Dopaminergico della Ricompensa (Martin-Soelch, 2009; Schlaepfer et al., 2014; Naranjo et al., 2010).

I sintomi della depressione sono connotati da una diminuzione dell’esperienza di piacere o dell’interesse per attività precedentemente apprezzate (si pensi ad esempioall’anedonia) come il lavoro o gli hobby, e sono accompagnati da una diminuzione generaledella motivazionemolto connessa al funzionamento ed all’attivazione neurale del SDR.
Quindi, sintetizzando, la nostra ipotesi consiste nel sottolineare il possibile legame tra:

• persone orientate al Futuro ed il funzionamento del SDR caratterizzato da un’alta attivazione neurale di default tendente a perseguire obiettivi di medio/lungo termine con un’alta attivazione assoluta e/o relativa della corteccia prefrontale rispetto il tratto mesolimbico,

• persone focalizzate sul Presente Edonistico ed il funzionamento del SDR caratterizzato da un’alta attivazione neurale di default tendente a perseguire obiettivi di breve termine con una bassa attivazione assoluta e/o relativa della corteccia prefrontale rispetto il tratto mesolimbico.

• persone orientate al Passat Negativo con una bassa attivazione neurale generale del SDR.
Potrebbe essere interessante per un futuro lavoro l’esplorazione delle possibili implicazioni teoriche che la Balanced Time Perspective (Prospettiva Temporale Bilanciata), cioè la configurazione ottimale del Profilo Temporale contemplata dall’approccio temporale, ha nell’ambito del Sistema Dopaminergico della Ricompensa, soprattutto relativamente la resilienza, la gestione dello stress e le sue potenziali ricadute immunologiche (Agnoletti, 2021) così cruciali per la nostra salute e qualità della vita.

Ovviamente, anche se esiste già una letteratura convergente con l’ipotesi della connessione tra specifici Profili Temporali e specifiche configurazioni di SDR, il passo successivo è quello di verificare empiricamente l’ipotesi stessa oltre ad affinare i dettagli delle possibili connessioni tra questi due settori della psicologia e della fisiologia.
Speriamo che la nostra proposta teorica qui presentata possa servire da stimolo ad alcuni nostri colleghi nel perseguire le interessanti conferme empiriche richieste.

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